Chi presta il telefono a un familiare per un minuto, o semplicemente non vuole che una notifica venga letta da chi ha lo schermo davanti, prima o poi si chiede se sia possibile proteggere WhatsApp con una password separata da quella del telefono. La risposta è sì, e oggi esistono due livelli distinti di protezione: uno riguarda l'intera app, l'altro una singola conversazione. Non vanno confusi, perché rispondono a esigenze diverse.

Questa guida spiega come funziona il blocco generale dell'app tramite impronta digitale, riconoscimento del volto o PIN, come funziona il blocco della singola chat che nasconde una conversazione specifica dietro un'autenticazione separata, e cosa fare se il tuo telefono o la tua versione di WhatsApp non offrono ancora queste opzioni.

Il blocco dell'intera app WhatsApp

La funzione più diffusa e collaudata è il blocco dell'app nel suo complesso: una volta attivato, WhatsApp non si apre più semplicemente toccando l'icona, ma richiede prima un'autenticazione biometrica (impronta digitale o riconoscimento del volto) oppure il codice di sblocco dello schermo del telefono. La voce si trova generalmente all'interno delle impostazioni di Privacy dell'app, sotto un nome simile a «Blocco app» su Android o «Blocco schermo» su iPhone: l'etichetta esatta e la posizione precisa possono variare leggermente da una versione all'altra, ma il percorso Impostazioni > Privacy porta quasi sempre alla voce corretta.

Per attivarlo di solito bastano pochi passaggi:

  1. Apri Impostazioni all'interno di WhatsApp.
  2. Entra nella sezione Privacy (a volte raggruppata insieme ad Account).
  3. Cerca la voce dedicata al blocco dell'app o al blocco tramite schermo.
  4. Attiva l'interruttore e scegli il metodo di autenticazione disponibile sul tuo dispositivo, tra impronta, volto o PIN.
  5. Facoltativamente imposta dopo quanto tempo di inattività l'app si blocca di nuovo da sola.

Con il blocco attivo, ogni volta che l'app va in background per più del tempo impostato, tornando a WhatsApp ti verrà richiesta di nuovo l'autenticazione prima di vedere anche solo l'elenco delle chat.

Il blocco della singola chat

Oltre al blocco generale, le versioni più recenti di WhatsApp offrono anche la possibilità di bloccare una singola conversazione, lasciando il resto dell'app liberamente accessibile. Il meccanismo tipico funziona così: tenendo premuto su una chat specifica compare un'opzione per bloccarla, e da quel momento quella conversazione sparisce dall'elenco principale delle chat per finire in una cartella separata, protetta a sua volta da impronta, volto o PIN. Anche le anteprime delle notifiche di quella chat vengono nascoste: il telefono avvisa che è arrivato un messaggio, ma senza mostrare mittente né contenuto.

Una conversazione bloccata nasconde anche il nome del mittente nell'anteprima della notifica, non solo il testo del messaggio: utile da sapere se condividi spesso il telefono sbloccato con altre persone e vuoi evitare che intravedano anche solo chi ti sta scrivendo.

Non tutti i telefoni e non tutte le versioni dell'app mostrano questa opzione con lo stesso nome o nella stessa posizione esatta del menu contestuale: nella pratica, la via più affidabile è tenere premuto sulla chat da proteggere e verificare quali icone o voci compaiono nella barra in alto o nel menu a comparsa, cercando quella dedicata al blocco della conversazione.

Cosa fare se WhatsApp non ha ancora il blocco delle singole chat

Chi usa una versione più datata dell'app, o un telefono con un sistema operativo meno recente, potrebbe non trovare l'opzione di blocco per la singola chat descritta sopra. In questi casi restano comunque disponibili due strade alternative, entrambe gestite a livello di sistema operativo piuttosto che dall'app stessa:

  • App di blocco di terze parti (app locker): numerose applicazioni gratuite per Android permettono di richiedere un PIN o l'impronta digitale prima di aprire una qualunque app installata, incluso WhatsApp; funzionano indipendentemente dalla versione di WhatsApp installata, perché intervengono a livello di sistema.
  • Cartelle sicure o spazi separati del produttore: molti produttori di smartphone Android includono di serie una «cartella sicura» o un secondo profilo protetto, dove è possibile installare una copia clonata o spostare le notifiche di un'app sensibile, isolandola dal resto del telefono.

Su iPhone la gamma di opzioni è più ridotta perché il sistema non consente app locker di terze parti con lo stesso livello di accesso di Android; in quel caso il blocco generale dell'app tramite le impostazioni di Privacy resta la protezione principale disponibile, insieme al codice di blocco dello schermo del telefono stesso, che impedisce comunque l'accesso a tutto il dispositivo senza autenticazione.

Come capire se il tuo WhatsApp ha già il blocco delle singole chat

Non serve consultare changelog o note di rilascio per scoprirlo: basta tenere premuto per un paio di secondi su una qualsiasi chat dell'elenco principale e osservare quali icone compaiono in alto o quali voci si aggiungono al menu che si apre. Se tra le opzioni disponibili figura qualcosa che richiama il blocco o il lucchetto, la funzione è presente sul tuo telefono. Se invece il menu propone solo le azioni classiche, come archiviare, silenziare o eliminare la chat, la versione installata probabilmente non include ancora questa possibilità.

In quel caso il primo passo utile, prima di ricorrere alle alternative descritte più avanti, è controllare se è disponibile un aggiornamento dell'app dallo store ufficiale del proprio sistema operativo: molte funzioni di questo tipo arrivano gradualmente a tutti gli utenti nell'arco di alcune settimane, quindi un telefono aggiornato oggi potrebbe non avere ancora la stessa funzione che un altro telefono, con la stessa identica versione dell'app, mostra già.

Blocco app contro blocco della singola chat: quale scegliere

Le due funzioni non sono in competizione, anzi si completano bene. Il blocco generale dell'app protegge tutto quello che c'è dentro WhatsApp da chiunque prenda in mano il telefono già sbloccato, mentre il blocco della singola chat serve per un caso più specifico: nascondere una conversazione precisa anche a chi ha già accesso legittimo al resto dell'app, magari perché condivide lo stesso telefono per lavoro o in famiglia. Chi vuole la protezione più completa può tranquillamente attivare entrambe insieme, dato che non si escludono a vicenda e non richiedono impostazioni in conflitto.

Vale la pena ricordare che nessuna delle due funzioni protegge dai backup automatici sul cloud del telefono: se il backup delle chat è attivo e non è a sua volta cifrato con una password separata, i messaggi restano comunque leggibili ripristinandoli su un altro dispositivo collegato allo stesso account cloud.

Chi vuole chiudere anche questa possibilità dovrebbe controllare, separatamente dal blocco delle chat, se il proprio backup su cloud offre un'opzione di cifratura con password dedicata: quando è attiva, nemmeno chi ha accesso all'account cloud può leggere il contenuto del backup senza conoscere quella password specifica, che resta indipendente sia dal blocco dell'app sia dal codice di sblocco del telefono. È un livello di protezione facile da dimenticare proprio perché non riguarda l'uso quotidiano dell'app, ma solo l'eventualità di un ripristino su un dispositivo diverso da quello abituale.

Errori comuni da evitare quando si protegge una chat

Un errore frequente è dare per scontato che il blocco della singola chat basti da solo, senza considerare che il telefono va comunque protetto con un codice di sblocco proprio: se lo schermo del dispositivo non richiede alcuna autenticazione per essere sbloccato, chiunque lo prenda in mano può comunque leggere le anteprime delle notifiche non protette, aprire altre app installate o accedere a funzioni di sistema, anche senza toccare WhatsApp. Il blocco della chat riduce il rischio, ma non sostituisce la protezione di base del dispositivo.

Un secondo errore comune riguarda le app locker di terze parti installate come alternativa: molte richiedono permessi ampi per funzionare (accessibilità, sovrapposizione ad altre app, avvio automatico) e non tutte meritano la stessa fiducia. Prima di installarne una vale la pena controllare quante recensioni ha, da quanto tempo viene aggiornata e se lo sviluppatore è identificabile, evitando le app meno conosciute che chiedono permessi sproporzionati rispetto alla loro funzione dichiarata.

Infine, capita di dimenticare che disattivare temporaneamente il blocco per mostrare qualcosa a un'altra persona, per esempio una foto in una chat vicina a quella protetta, espone comunque tutto il resto dell'app finché il blocco non viene riattivato manualmente: la disattivazione non si richiude da sola nell'istante in cui si chiude la singola conversazione mostrata.

Altre impostazioni utili per la privacy delle conversazioni

Il blocco delle chat è solo una parte del quadro generale della privacy su WhatsApp. Chi vuole ridurre al minimo le informazioni visibili nella propria scheda profilo può anche intervenire sul testo che compare sotto il nome, come spiegato nella guida su come togliere la bio di WhatsApp. Chi invece vuole capire con precisione cosa cambia realmente rimuovendo un numero dalla rubrica, senza confonderlo con il blocco o con la cancellazione della chat, trova la risposta nella guida su cosa vede un contatto se lo elimini su WhatsApp: sono tre azioni diverse, con effetti visibili diversi, spesso scambiate per la stessa cosa.

Combinando il blocco dell'app, il blocco della singola chat quando disponibile e una gestione consapevole di cosa resta visibile nel profilo, il livello di controllo sulla propria privacy su WhatsApp cresce sensibilmente senza dover ricorrere a soluzioni esterne complicate. Per altre guide sull'app, la sezione WhatsApp del sito raccoglie gli approfondimenti pubblicati finora.