Quando si parla di comprimere file e cartelle in Windows 10, in realtà si stanno confondendo spesso due strumenti molto diversi tra loro: la compressione NTFS integrata nel file system e la creazione di un archivio ZIP vero e proprio. Entrambe riducono l'occupazione su disco, ma lo fanno in modi completamente diversi, con conseguenze diverse su velocità, compatibilità e portabilità dei file.

Questa guida spiega passo passo come attivare entrambe le forme di compressione in Windows 10, quando ha senso usare l'una piuttosto che l'altra, e quali effetti collaterali (in termini di prestazioni del PC) può avere la compressione NTFS se applicata senza criterio a intere unità disco.

MetodoCrea un file separatoRiduce dimensione visibileImpatto su CPU
Compressione NTFSNoSì, sullo stesso fileLeggero, alla lettura/scrittura
Archivio ZIPSì, nel nuovo archivioSolo durante la compressione

Compressione NTFS: come funziona davvero

Il file system NTFS, usato di default da Windows 10 su quasi tutte le unità interne, include una funzione di compressione trasparente: puoi comprimere singoli file, intere cartelle o persino un'intera unità, e Windows continuerà ad aprirli e modificarli normalmente, senza doverli prima "estrarre" come faresti con uno ZIP. Il file resta nello stesso posto, con lo stesso nome, ma occupa meno spazio fisico sul disco.

La compressione avviene ed è rimossa "al volo": quando apri un file compresso, Windows lo decomprime in memoria per te; quando lo salvi, lo ricomprime automaticamente. Il vantaggio è la trasparenza totale: nessun software di terze parti, nessuna procedura di estrazione, nessun archivio da gestire. Lo svantaggio è che questa decompressione/compressione continua consuma cicli di CPU a ogni accesso, un costo che su hard disk meccanici datati o CPU poco potenti può essere percepibile, mentre su un SSD moderno con processore recente è quasi sempre trascurabile.

Come attivare la compressione NTFS su un file o una cartella

  1. Fai clic destro sul file o sulla cartella da comprimere in Esplora file.
  2. Seleziona Proprietà.
  3. Nella scheda Generale, premi il pulsante Avanzate.
  4. Spunta la casella Comprimi contenuto per risparmiare spazio su disco.
  5. Premi OK, poi di nuovo OK nella finestra Proprietà.
  6. Se hai selezionato una cartella, Windows chiederà se applicare la compressione anche a tutti i sottofile e sottocartelle: conferma per comprimere l'intero contenuto.

Una volta applicata, Windows mostra i file e le cartelle compressi con un colore leggermente diverso (di solito blu) nel nome, in modo da distinguerli visivamente da quelli non compressi, anche se il comportamento resta identico in tutto il resto.

La compressione NTFS non va confusa con la crittografia EFS, disponibile nella stessa finestra Avanzate: sono due funzioni indipendenti e reciprocamente esclusive. Se attivi entrambe per lo stesso file per errore, Windows applicherà solo l'ultima selezionata, disattivando automaticamente l'altra.

Creare un archivio ZIP in Windows 10

Quando invece l'obiettivo è ottenere un unico file portabile da inviare via email, caricare online o archiviare separatamente, la strada giusta è creare un vero archivio ZIP, supportato nativamente senza software aggiuntivo:

  1. Seleziona uno o più file, oppure un'intera cartella, in Esplora file.
  2. Fai clic destro sulla selezione.
  3. Scegli Invia a > Cartella compressa (nelle build più recenti di Windows 10/11 la voce può comparire come Comprimi in file ZIP).
  4. Windows crea un nuovo file .zip nella stessa posizione, con lo stesso nome del file o della cartella originale, che puoi rinominare liberamente.

A differenza della compressione NTFS, l'archivio ZIP è un file autonomo: puoi copiarlo, spostarlo, inviarlo via email o caricarlo su qualunque servizio cloud, e sarà leggibile su qualsiasi sistema operativo (Windows, macOS, Linux, Android) senza bisogno di software specifico, dato che il formato ZIP è uno standard universale.

Quando usare la compressione NTFS e quando lo ZIP

La scelta giusta dipende dall'obiettivo:

  • Vuoi solo risparmiare spazio su file che continuerai a usare regolarmente sullo stesso PC (documenti, progetti, cartelle di lavoro)? Usa la compressione NTFS: resta trasparente e non cambia il modo in cui apri e modifichi i file.
  • Devi inviare o trasferire i file altrove, condividerli con altre persone o caricarli online? Usa uno ZIP: è portabile e leggibile ovunque.
  • Vuoi archiviare vecchi progetti che consulterai raramente? Uno ZIP riduce ulteriormente lo spazio occupato rispetto a NTFS in molti casi, proprio perché non deve garantire l'accesso trasparente e istantaneo.
  • Hai un disco quasi pieno e vuoi guadagnare spazio velocemente su tante cartelle di sistema? La compressione NTFS applicata a livello di intera unità è più rapida da configurare, ma va valutata con attenzione sui dischi di sistema, dove può rallentare leggermente le prestazioni generali.

Comprimere un'intera unità disco: pro e contro

Windows 10 permette di applicare la compressione NTFS a un'intera unità (per esempio l'intero disco C:), non solo a singole cartelle:

  1. Apri Esplora file e fai clic destro sull'unità da comprimere (es. Disco locale C:).
  2. Seleziona Proprietà.
  3. Nella scheda Generale, spunta Comprimi questa unità per risparmiare spazio su disco.
  4. Premi OK e conferma quando richiesto di applicare la modifica a tutti i file e sottocartelle.

Questa opzione va usata con cautela: comprimere l'intera unità di sistema aumenta il carico sulla CPU a ogni lettura e scrittura, incluso l'avvio del sistema operativo stesso e il caricamento dei programmi, un effetto più evidente su PC datati o con hard disk meccanico. Su un PC moderno con SSD e processore recente l'impatto è generalmente minimo, ma resta comunque preferibile limitare la compressione alle cartelle che contengono file di archivio, documenti o dati usati saltuariamente, piuttosto che all'intera unità di sistema.

Cosa succede spostando file compressi su un'altra unità

Un dettaglio che confonde molti utenti riguarda il comportamento della compressione NTFS quando si spostano o copiano file tra unità diverse. La regola pratica è semplice: l'attributo di compressione segue il file solo quando resta all'interno dello stesso volume NTFS. Se copi o sposti un file compresso su un'unità formattata in FAT32 o exFAT (tipico di alcune chiavette USB o schede SD), Windows lo decomprime automaticamente durante il trasferimento, perché questi file system non supportano affatto la compressione NTFS.

Anche spostando un file compresso da un'unità NTFS a un'altra unità NTFS diversa, il comportamento predefinito dipende dall'operazione: una copia mantiene generalmente l'attributo di compressione se la cartella di destinazione è già impostata come compressa, mentre in altri casi Windows applica le proprietà della cartella di destinazione. Per questo motivo, se ti affidi alla compressione NTFS per risparmiare spazio su una cartella specifica, vale la pena controllare periodicamente (clic destro > Proprietà) che l'attributo sia rimasto attivo dopo un trasferimento massivo di file, soprattutto dopo un backup o una migrazione tra dischi.

Compressione e programmi di backup: un'attenzione in più

Chi usa software di backup incrementale o di sincronizzazione cloud (inclusi i client di backup integrati in Windows) dovrebbe sapere che alcuni programmi trattano diversamente i file con compressione NTFS attiva: alcuni li leggono e li ricomprimono correttamente nel backup, altri invece decomprimono automaticamente il contenuto durante la copia, con l'effetto collaterale di far crescere improvvisamente lo spazio occupato dal backup rispetto all'originale. Se noti che le dimensioni di un backup superano nettamente quelle previste, controlla se la cartella di origine usa la compressione NTFS: potrebbe essere proprio questa la causa della differenza, non un problema del software di backup in sé.

Rimuovere la compressione da file già compressi

Se in seguito vuoi tornare indietro, la procedura è identica a quella di attivazione, solo al contrario:

  1. Clic destro sul file, sulla cartella o sull'unità > Proprietà > Avanzate (per file/cartelle) o direttamente nella scheda Generale (per le unità).
  2. Deseleziona la casella di compressione.
  3. Premi OK e conferma l'applicazione a eventuali sottofile e sottocartelle.

Il processo di decompressione richiede tempo proporzionale alla quantità di dati coinvolti: su cartelle molto grandi o su un'intera unità può richiedere diversi minuti, durante i quali è consigliabile non interrompere il PC.

Compressione e altre operazioni sui file in Windows

La compressione dei file è spesso solo un tassello di una gestione più ampia dello spazio su disco e dei formati di archivio. Se lavori regolarmente con pacchetti di aggiornamento o driver distribuiti in un formato diverso dallo ZIP, la guida su cos'è un file CAB e come estrarlo e installarlo tratta un formato di compressione specifico usato da Windows per gli aggiornamenti di sistema. Se invece il problema di fondo è più legato allo spazio libero sulla partizione di sistema durante un aggiornamento, la guida sull'errore 0x800f0922 durante l'aggiornamento di Windows 10 spiega come intervenire quando la mancanza di spazio blocca l'installazione delle patch. Infine, chi gestisce grandi quantità di programmi installati e vuole liberare spazio spostandoli su un'altra unità può consultare la guida su come spostare programmi e giochi installati in Windows 10.

Nella maggior parte dei casi domestici, la combinazione più efficace resta comprimere con NTFS le cartelle di lavoro che restano sul PC, e ricorrere allo ZIP solo quando serve davvero un file unico da trasferire o condividere: le due tecniche non si escludono a vicenda e possono coesistere tranquillamente sullo stesso sistema. Prima di applicare la compressione su larga scala, conviene comunque fare una prova su una singola cartella e verificare i tempi di apertura dei file più pesanti, così da capire in anticipo se il proprio hardware regge bene il sovraccarico o se conviene limitarsi alle cartelle usate meno di frequente.